Suore Passioniste
Menu
Con Maria credo nel Figlio di Dio

Con Maria credo nel Figlio di Dio

Il giorno 6 agosto 2...

Festa di Maria Addolorata

Festa di Maria Addolorata

La festa di Maria Ad...

ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE

ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE

L'albero della Croce...

Scuola Beata Giovanna

Scuola Beata Giovanna

La comunità educativ...

Atto riparativo

Atto riparativo

Amare i nemici Nel ...

Messaggio di solidarietà alle Suore Missionarie Saveriane

Messaggio di solidarietà alle Suore…

Pubblichiamo il mess...

Cisternino @ 100 anni…

Cisternino @ 100 anni…

Cisternino, 100 anni...

Novena di Maria Addolorata

Novena di Maria Addolorata

A te, piccola e umil...

Formazione delle Superiore a Casa Madre

Formazione delle Superiore a Casa M…

La formazione delle ...

Novena di Maria Addolorata

Novena di Maria Addolorata

Maria, Madre di Cris...

Prev Next
A+ A A-

Curia Generalizia

27° anniversario della morte di Sr Carmelina Tarantino

Ricorre oggi il 27esimo anniversario della morte di Sr Carmelina Tarantino, una delle nostre Sorelle di cui è in corso il processo di beatificazione. Riportiamo qui alcuni tratti della sua vita, caratterizzata da una profonda partecipazione alla Passione del Signore.

La vita di questa giovane immigrata napoletana poteva essere vissuta come una tragedia. Partita con altri fratelli e sorelle per il Canada in cerca di una vita migliore vede crollare i suoi sogni a causa di una malattia che per lunghi anni le devasta il corpo ma non lo spirito. Anche se confinata in un ospedale di Toronto riesce a coronare il suo sogno: essere religiosa. Dal suo letto di dolore, diventato la sua cattedra, visse la missione di portare gioia e serenità a tante persone smarrite e sfiduciate.

La storia di Sr Carmelina Tarantino, figlia di Saverio Tarantino e Annunziata Fiore, è quella di una giovane emigrante veramente singolare. La si vede ritratta sul letto: la sua cattedra, con i capelli sciolti sulle spalle, il Crocifisso tra le mani e l’abito da passionista. Figlia di una numerosa famiglia di Liveri di Nola, vicino Napoli, emigrata in Canada nel 1964. Una nostra contemporanea che ha conosciuto le fatiche del distacco dalla patria e l’insicurezza del futuro.

I Tarantino: una di quelle famiglie che non ci sono più: 11 figli, tante bocche da sfamare e poco lavoro. Verso gli anni 50 – 60, alla vigilia del boom economico italiano alcuni fratelli decidono di emigrare. La meta è il Canada. Carmelina li vede partire ad uno ad uno e finalmente nel 1961 tocca anche a lei. E’ una bella ragazza, di senso pratico, allegra, scherzosa, matura e indipendente. Le fatiche della vita l’hanno irrobustita. Ha fame di preghiera e di valori spirituali. Dio è per lei una presenza viva e il suo mistero un’attrazione più forte delle altre. Ama i poveri.
E’ una bella ragazza e molti giovani la corteggiano ma Carmelina non si sente attirata dal matrimonio. Attende il segno di Dio. Questo arriva: essa emigra in Canada dove stanno lavorando altri fratelli e sorelle. 
Nel 1960 aveva incominciato ad accusare dolori e un persistente mal di testa, malesseri vari, tra i quali l’impossibilità di dormire la notte. I familiari sono allarmati. Carmelina è molto amata e si preoccupano per lei. Comincia allora un lungo pellegrinare da un medico all’altro e i pareri sono contraddittori. Nessuno riesce a diagnosticare il suo male. I fratelli allora decidono di condurla con loro in Canada per cambiare aria e cercare la causa del suo malessere. Un viaggio senza ritorno. 
Carmelina arriva in Canada, la terra dei trecentomila laghi, il 4 luglio 1964. Dopo lunghe ed estenuanti ricerche finalmente la sentenza: cancro. Le viene amputata una gamba. Mentre il fisico si consuma lei nutre ed esprime il desiderio di essere religiosa
Ma, chi accetta una malata? Tutti la sconsigliano anche perché l’amputazione ha risolto un problema ma ne ha aperto altri. In Italia i suoi genitori moriranno senza conoscere la tragedia della figlia il cui luogo abituale è ormai l’ospedale.
Ma da questo ospedale Carmelina incomincia ad attrarre tante persone colpite dalla sua fede, dalla sua gioia di vivere, dal suo amore per Gesù. 
E Gesù Crocifisso che la sta plasmando a sua immagine le fa un dono: essere religiosa. Per vie che solo la Provvidenza dispone le fa conoscere e incontrare le Suore Passioniste di S. Paolo della Croce che l’accolgono tra loro il 26 novembre 1977. 
Essa svolge la sua missione dal letto che diventa una cattedra di vita per tanti: giovani sbandati, famiglie disgregate, bambini, amici. Una persona capace di mettere in moto migliaia di persone come testimonia la fondazione di Società Unita in Toronto e la fondazione di Teopoli. 
Muore il 21 marzo 1992. 
Il suo motto: O Gesù, il soffrire è stata la mia gioia, il dono che mi ha fatto incontrare te, l’amore più grande della mia vita. Tutte le sofferenze che tu mi chiedi io sono pronta a prenderle per tuo amore.

Leggi tutto...

Radio Mater

Fratelli e sorelle, venerdì prossimo dalle 18,30 alle 19,30 ci sarà il nostro incontro a Radio Mater. Continueremo il tema della preghiera. Venerdì prossimo ci sintonizzeremo, in comunione con il clima quaresimale, riflettendo sulla preghiera di Gesù nel Getsemani.

Sr. Daniela Merlo

Leggi tutto...

17 marzo -2019: 204 anni di giovinezza!

17 marzo -2019: 204 anni di giovinezza! Celebriamo con gioia la memoria della fondazione della Congregazione e ricordiamo con gratitudine le prime quattro giovani donne che, rigenerate dalla memoria misericordiosa della Passione di Gesù e del dolore di Maria, diventano Passioniste:
Sr Gertrude
Sr Veronica
Sr M. Cleide
Sr Crocifissa.
Gratitudine immensa alla Fondatrice M. Maddalena Frescobaldi e a Paolo della Croce, il Padre; gioia per le generazioni di Sorelle che hanno costruito questa storia con la loro donazione e fedeltà; stupore per i laici che si sono lasciati appassionare dal carisma ed hanno incontrato una via nuova di vivere la propria vocazione Passionista; speranza per il futuro che intravvediamo luminoso. 
Auguri a tutti noi!

Leggi tutto...

Sr Marcellina Loreti

Il 6 marzo ricordiamo la morte di una delle nostre Sorelle dei primi anni della  Riattivazione: Sr Marcellina Loreti, una Passionista della prima ora, che ha lasciato nella gente il ricordo di una santità umile e nascosta, ma luminosa agli occhi della comunità e della gente. Di seguito riportiamo un brevissimo profilo biografico.

 Giuditta (la futura Sr Marcellina) nasce a Perugia il 18 novembre 1855. Non conobbe mai sua madre, che l’aveva data alla luce come figlia illegittima e la abbandonò al momento della nascita in un brefotrofio. Il giorno seguente fu battezzata e fu accolta da una famiglia che la adottò come figlia, dandole anche il suo cognome; Giuditta cresce buona e devota, amata e trattata come gli altri figli della famiglia Loreti. Ma a 11 anni, forse per un problema economico, forse per consiglio del parroco che non accettava le sue origini, fu riportata nell’Istituto delle Suore di Carità, dove Giuditta, buona come sempre, imparò i lavori manuali tipici del tempo, nei quali divenne espertissima. A 25 anni manifestò il desiderio di consacrarsi al Signore e le Suore di Carità la orientarono all’Istituto delle Passioniste che stava rinascendo a Signa e che, fedeli all’ispirazione del Ritiro S. Gallo, accoglievano anche le vocazioni che provenivano dalle bambine accolte per la rieducazione.

Giuditta iniziò la formazione iniziale e prese al Noviziato il nome di Sr Marcellina della Coronazione di Spine; fu compagna di Sr Angelica che ne testimonia il buon esempio, la virtù e la carità instancabile verso le ammalate.

Un dipinto a Casa Madre la ritrae mentre contempla il Crocifisso. È tutto ciò che ha fatto nella sua vita: ripetere fedelmente le disposizioni intime del Crocifisso, che spogliò se stesso fino ad assumere la condizione di servo. Dotata di doni mistici, viene spesso vista in atteggiamento estatico e sopporta prove spirituali che la rendono sempre più unita al Signore. Ma questo non spegne in lei, anzi lo alimenta, l’ardore della carità e della donazione, che la rende autenticamente profetica tra le Sorelle e le alunne. Chiede alla Madre Pia che “se Iddio permettesse che fossimo chiamate, come tante altre comunità, a far bel bene all’estero, io sento il desiderio di unirmi a quelle che saranno destinate a questa missione”.

Non si fermava mai nel servizio alle suore e alle alunne; queste ultime formano il suo interesse principale, perché giovani già esperte del male della vita, quindi maggiormente bisognose di cure, di testimonianza, di luce. Fu udita pregare spesso: “Signore, insegnaci a stare con le bambine” e riversava la sua predilezione sulle più ribelli, quelle che la deridevano e mal sopportavano il bene che veniva loro fatto.


Tutti potevano chiederle qualsiasi cosa, sembrava non fosse mai stanca, eppure soffriva molto per un tumore al fegato che la colpì prima dei 40 anni: era un sì per tutti. Il profumo della sua santità non rimane nascosto nel convento, ma si sparse tra la popolazione di Signa, che la chiama la suora santa, quando, il 6 marzo 1895, ritorna alla Casa del Padre.

 

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS
Congregazione Passioniste Display Social Media Icons beautifully using CSS3
Congregazione Suore Passioniste
di San Paolo della Croce

Curia Generalizia
Via Don Carlo Gnocchi, 75
00166 ROMA

Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili. Per saperne di più.

Continuando la navigazione nel sito autorizzi l’uso dei cookies.