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Curia Generalizia

Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani

Dietro alle istruzioni della Legge che il popolo di Dio deve essere ospitale con lo straniero che vive con loro, si trova il ricordo degli Israeliti di essere stati stranieri nella terra d’Egitto.

Il ricordare cristiano ha implicazioni etiche. Dio ha ricostituito la nostra dignità in Cristo, e ci ha resi cittadini del suo regno, non perché avessimo fatto qualcosa per meritarlo, ma per un suo libero dono di amore. Anche noi siamo chiamati a fare altrettanto, liberamente e motivati dall’amore. L’amore cristiano significa amare come il Padre, quindi riconoscere e dare dignità, e aiutare a portare guarigione nella famiglia umana ferita.

Preghiera

O Dio eterno,
Tu non appartieni ad alcuna cultura né ad alcuna terra, ma sei Signore di tutte,
tu ci chiami ad accogliere tra noi lo straniero.
Aiutaci con il tuo Spirito
a vivere come fratelli e sorelle,
accogliendo tutti nel tuo nome,
e vivendo nella giustizia del tuo regno.
Te lo chiediamo nel nome di Gesù. 
Amen.

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Festa dell'Epifania del Signore

Epifania significa "manifestazione" di qualcosa che era nascosto". Dio si è reso visibile per tutti i poponi nel suo Figlio incarnato, in Gesù di Nazareth. Il Figlio si è dapprima manifestato ai pastori, vicini al luogo della sua nascita, poveri, senza studi né prestigio, e che non contavano nella società. In seguito si è manifestato ai Magi, stranieri con una formazione ed un rango sociale che dava loro la possibilità di permettersi un lungo viaggio e di essere ricevuti nel palazzo di Erode. 
I pastori si impegnano con Gesù parlando, comunicando a tutti la buona notizia della sua nascita. I Magi si compromettono tacendo, ritornando a casa attraverso un altro cammino, poiché comprendono le cattive intenzioni di Erode.
la nostra sfida oggi è scoprire Gesù presente in ogni realtà, e cercare i modo di comprometterci con lui e con il dinamismo del Regno, che crea un mondo nuovo. A volte lo serviremo con la "profezia della parola"e del canto come i pastori, in altre occasioni con la "profezia del silenzio" come i Magi. Una e l'altra accompagnano la gestazione lenta e misteriosa del futuro del Regno di Dio.

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S. Carlo Houben

“Andate a chiamare P. Carlo!”

Passò benedicendo, risanando e perdonando. Sempre pronto ed affabile. Povero tra i poveri, fece della sua vita un dono ai sofferenti. Tutto di Dio, tutto del prossimo. I bisognosi nell'anima e nel corpo non lo lasciavano riposare neppure un istante. Profondamente affezionato alla famiglia e alla patria lavorò per lunghissimi anni lontano dall'una e dall'altra, trovando nei sofferenti i propri fratelli e nella terra di Irlanda la sua patria. Ogni giorno circa trecento persone accorrevano a lui attratte dalla fama delle sue virtù e spinte dalla consapevolezza di andare da un santo. E trovavano un cuore compassionevole e aperto, gentile e paziente, disponibile e tenero, immagine viva della misericordia di Dio. Medici ed infermieri di Dublino quando il caso era disperato si arrendevano incrociando le braccia, sospiravano guardando il cielo e concludevano: “Andate a chiamare padre Carlo”. E Carlo accorreva nelle case e negli ospedali con ogni tempo e ad ogni ora portando spesso il dono di una guarigione insperata e sempre un sorso di serenità.

Carlo nasce in Olanda, l’11 dicembre 1821. E’ il quarto di dieci figli. A ventiquattro anni è accolto dai Passionisti e il 10 dicembre 1846 professa i voti religiosi. Nel 1852 è inviato in Inghilterra. Dimora ad Aston Hall dove stringe amichevoli rapporti con gli immigrati irlandesi impiegati nel durissimo lavoro delle miniere. Carlo non sarà mai un grande predicatore, soprattutto per la difficoltà della lingua, ma si ritaglia una spazio non indifferente per un apostolato molto fruttuoso. Passa ore e ore al confessionale, assiste i moribondi, benedice i malati con la reliquia di san Paolo della Croce accompagnando la benedizione con commoventi preghiere da lui stesso composte. La gente accorre numerosa perché vede in lui un santo dotato da Dio del dono delle guarigioni; lo sente vicino per la sua bontà e lo spirito di accoglienza. E’ preghiera, sollecitudine, misericordia fatte persona. Veniva gente da tutte le parti dell’Irlanda, ed anche dall'Inghilterra, dalla Scozia e perfino dall'America. La sua fama arriva anche in Australia, Nuova Zelanda e Tasmania. Carlo è sempre pronto ad accoglierli con le braccia aperte sentendosi completamente partecipe di ogni dolore e di ogni dramma. Da lui vanno non sono solo i cattolici ma anche i protestanti. Sono molti i miracoli che avvengono. Nonostante le occupazioni passa lungo tempo in preghiera e in adorazione davanti al tabernacolo. I suoi ultimi anni sono segnati da una grande sofferenza per la cancrena ad una gamba. Dimentica il suo dolore per essere vicino a chi soffre. Il superiore scrive: “E’ francamente meraviglioso come questo povero padre possa salire e scendere una scala di cinquantanove gradini, un centinaio di volte al giorno per benedire le persone che vengono in massa a ricevere la sua benedizione… Muore all'alba del 5 gennaio 1893. Solennissimi i funerali con gente venuta da tutta l’Irlanda. Si legge su un giornale del tempo: “Mai prima di oggi a memoria d’uomo si è verificata una esplosione di sentimento religioso e di venerazione profonda come quella che si è potuta osservare intorno alle spoglie di padre Carlo”.

Fonte: www.sangabriele.org

Papa Giovanni Paolo II l’ha elevato agli onori degli altari come "beato" il 16 ottobre 1988, mentre Benedetto XVI l'ha infine dichiarato "santo" il 3 giugno 2007. La festa religiosa è al 5 gennaio.

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Convegno di Spiritualità "Memoria Passionis oggi: Mistica e Servizio"

Roma, Casa Generalizia. Il quarto giorno del Convegno di Spiritualità si svolge all'insegna della santità. Nella mattinata Sr Daniela Merlo ci parla della fondatrice sul tema "Maria Maddalena: la strada e la mistica della memoria passionis". Nel pomeriggio il discorso si allarga sulla presentazione delle figure in processo di santità, presentate da altre Sorelle:
"Ven. Sr Antonietta Farani. La mistica del perdono, guarigione del cuore e percorso di santità" - Sr CArmela Valeriano;
"Serva d Dio Madre Marta Vandenputte. La logica del seme di grano che muore per dare la vita" - Sr Dorota Janiszewska (al posto di Sr Ewa Kujawiak);
"Serva di Dio Sr CarmelinaTarantino. L'emigrazione come dono di sè per gli altri. (Sr Daniela Merlo);
Serva di Dio M. Maddalena Frescobaldi. La profezia a servizio del Regno (Sr Denise Coutinho Gomes.
Durante tutta la giornata abbiamo gioito del dono della santità, così largamente fiorito nella Congregazione e nella Famiglia Passionista anche in numerose Sorelle e Fratelli che hanno incarnato la profezia e la santità di Dio con la loro consacrazione alla memoria passionis. Terminiamo questa giornata con il canto del Magnificat.

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Congregazione Suore Passioniste
di San Paolo della Croce

Curia Generalizia
Via Don Carlo Gnocchi, 75
00166 ROMA

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