Suore Passioniste
Menu
Con Maria credo nel Figlio di Dio

Con Maria credo nel Figlio di Dio

Il giorno 6 agosto 2...

Festa di Maria Addolorata

Festa di Maria Addolorata

La festa di Maria Ad...

ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE

ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE

L'albero della Croce...

Scuola Beata Giovanna

Scuola Beata Giovanna

La comunità educativ...

Atto riparativo

Atto riparativo

Amare i nemici Nel ...

Messaggio di solidarietà alle Suore Missionarie Saveriane

Messaggio di solidarietà alle Suore…

Pubblichiamo il mess...

Cisternino @ 100 anni…

Cisternino @ 100 anni…

Cisternino, 100 anni...

Novena di Maria Addolorata

Novena di Maria Addolorata

A te, piccola e umil...

Formazione delle Superiore a Casa Madre

Formazione delle Superiore a Casa M…

La formazione delle ...

Novena di Maria Addolorata

Novena di Maria Addolorata

Maria, Madre di Cris...

Prev Next
A+ A A-

Blog&News Passioniste

Madre Giuseppa Cousyn

Un’immensa energia per il poveri e i lontani al Regno:  Madre Giuseppa Cousyn.

Il 1 gennaio ricordiamo il giorno della morte di Madre Giuseppa Cousyn, fondatrice delle Suore Passioniste  Apostoliche di Francia, che nel 1969 chiesero ed ottennero la fusione con le Suore Passioniste di San Paolo della Croce. È molto interessante conoscere il profilo biografico di questa figura che ha incarnato in maniera audace per i tempi, i nuovi appelli alla vita religiosa da parge della Chiesa e del Concilio Vaticano II.

Giovanna Giuseppa Cousyn nasce a Lorient (Francia) il 17 gennaio 1903 da una famiglia benestante e colta, che la educa al senso del bello e dell'arte. La madre, profondamente religiosa e sensibile, le comunica una fede grande ed una spiritualità solida, formata dalla preghiera e dall'offerta; la comunione tra madre e figlia è profonda non solo nell'affetto filiale ma anche nell'impegno spirituale.
Diventata insegnante a soli 16 anni, possiede una personalità brillante, capace di avvicinare e attirare, dote che lei usa solo per fare il bene. Insegna per alcuni anni in un prestigioso collegio di Parigi, mentre nel tempo libero perfeziona la sua formazione musicale presso un monastero di Benedettine.
La sua vocazione religiosa, fiorita negli anni dell'adolescenza, matura verso i 18 anni e, in seguito all'incontro con un Passionista, comprende di essere chiamata alla vita claustrale in un monastero di Monache Passioniste. Per chi conosce il suo temperamento vivace e la capacità di donarsi nell'apostolato, l'ansia di servire i poveri e la sua già sperimentata donazione a loro, la scelta non è comprensibile, ma ella sa di rispondere ad una chiamata divina. L'accompagna in monastero la mamma che, lasciandola sulla porta della clausura le lascia un'unica raccomandazione: "Sii piccola". Il 9 luglio 1925 veste l'abito passionista e riceve il nome di Madre Maria Giuseppa di Gesù. Il cammino che le si apre davanti è duro e segnato da prove interiori ed esterne, ma lei si lascia plasmare dalla grazia, che la conduce a dominare e controllare il suo carattere esuberante. Le sorelle conoscono l'intensità della sua vita interiore e le affidano incarichi di responsabilità, tra cui, per più di 15 anni, quello di Maestra delle Novizie. Il caso di alcune giovani che non riescono a reggere alla vita di clausura per motivi di salute, ma che desiderano essere passioniste svela un altro progetto di vita per Madre Giuseppa; in un primo momento le sostiene nel loro orientamento a servire i poveri e ad evangelizzare le zone di campagna, poi lascia il Monastero per unirsi a loro e dirigere il piccolo gruppo, che diventa una nuova fondazione: Suore Passioniste Apostoliche. In questa nuova fase della sua vita si dona senza sosta nell'apostolato rurale e nel sostegno alle sue figlie, che però restano sempre un piccolo gruppo. Vivono in una grande povertà ed esercitano un apostolato intensissimo tra i poveri delle campagne, esprimendo una forma di vita religiosa nuova per quei tempi. Si ammala gravemente e, preoccupata per il futuro delle sue figlie, come le Suore Missionarie della S. Croce del Belgio, chiede la fusione con le Suore Passioniste di San Paolo della Croce. Nel 1968 si reca a Roma, dove incontra Madre Tomazina, allora Superiora Generale, e torna in Francia confortata ma distrutta fisicamente. Il 26 dicembre, mentre è in clinica in stato grave, riceve la notizia dell'avvenuta fusione con le Suore Passioniste. Muore santamente alcuni giorni dopo, il 1 gennaio 1969.

Leggi tutto...

Atto riparativo

Gli abusi contro i bambini e gli adulti vulnerabili da parte dei membri della Chiesa.

Oggi raccomandiamo al Signore tutti coloro che sono stati abusati e le loro famiglie alla misericordia guaritrice di Dio che risana tutte le nostre ferite e ci avvolge nella sua delicata cura.

Vogliamo riparare:
• I peccati commessi dai membri della Chiesa nell'abuso sessuale di bambini e adulti vulnerabili
• I peccati commessi dalle autorità della Chiesa che hanno coperto gli abusi e ignorato la sofferenza delle vittime.

Impegno nella vita:
• Agire per prevenire gli abusi, rispondere con compassione e giustizia e mettere la protezione dei bambini e dei vulnerabili al centro di tutti i nostri ministeri
• Continuare a imparare e lavorare per una Chiesa più sicura, più rispettosa e responsabile

Preghiamo:
Padre celeste, Tu che ami e ti prendi cura di tutti i tuoi figli, in particolare dei più piccoli e più vulnerabili, ti affidiamo la vita di molti bambini e adulti vulnerabili, che sono stati abusati sessualmente e la cui fiducia e innocenza sono state distrutte. Aiutaci ad ascoltare le loro grida di dolore e ad assumerci la responsabilità di così tante vite spezzate. Preghiamo perché possano trovare comprensione e sostegno in modo che con l'aiuto della tua grazia, le loro ferite possano essere guarite. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che ha condiviso la nostra debolezza in tutte le cose tranne il peccato, e vive e regna con te nell'unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

Leggi tutto...

Auguri di Buon Natale

S. Natale 2019

“…il presepe è un invito a “sentire”, a “toccare” la povertà che il Figlio di Dio ha scelto per sé nella sua Incarnazione. E così, implicitamente, è un appello a seguirlo sulla via dell’umiltà, della povertà, della spogliazione, che dalla mangiatoia di Betlemme conduce alla Croce. È un appello a incontrarlo e servirlo con misericordia nei fratelli e nelle sorelle più bisognosi”.
(Admirabile signum, 3)

La gioia del Natale ci invita a seguire Gesù e a conformare la nostra vita alla sua nella povertà, nel servizio e nella misericordia.
È quanto imploriamo nella preghiera e auguriamo per noi e per tutti in questo Santo Natale e nel nuovo anno che iniziamo nel Suo nome.

Sr Maria Dalessandro cp
e le Sorelle del Consiglio Generale

Leggi tutto...

Novena di Natale - 9° giorno

Canto

Meditazione

Non c'è più posto per il Bambino di Betlemme?

 Attorno al Bambino di Betlemme sono accadute cose incredibili e si ripetono fatti impressionanti.

Voglio subito farvi notare alcune reazioni che, umanamente parlando, non sono spiega­bili: questo Bambino nacque povero e fece spaventare i ricchi; questo Bambino nacque umile e fece allarmare i potenti; questo Bam­bino nacque mite e disarmato... eppure sca­tenò l'ira dei violenti. E questo fenomeno si ripete periodicamente. Perché? Qui c'è qual­che cosa che merita di essere approfondito per non perdere il grande messaggio che sta dietro la vicenda di questo Bambino.

Nel Natale dell'anno 2004 — voi certamen­te lo ricordate — alcune insegnanti pensarono di togliere il nome di "Gesù" da una canzone di Natale per sostituirlo con la parola "virtù": il nome di "Gesù" evidentemente dava fastidio. Altre insegnanti pensarono di sostituire la storia vera del Natale di Gesù con la favola di Cappuccetto Rosso: questo gesto è didatticamente inqualificabile, perché mette sullo stesso piano la storia e la favola!

Da tempo, del resto, è in atto una subdola operazione per trasformare il Natale in una festa senza... il Bambino. Mi chiedo: perché c'è tanta paura nei confronti di questo Bambino?

Eppure, proprio da questo Bambino è partita la più grande e benefica trasformazione dell'umanità, da questo Bambino è nata la civiltà dell'amore e del rispetto; mentre, ogni volta che ci si è allontanati da questo Bambino, è riemersa la barbarie del sopruso e del calpestamento della dignità umana.
Card. Angelo Comastri

 

Un pensiero sul Natale di...

santa Teresa di Lisieux'

In quella notte luminosa, che rischiara le delizie della Santa Trinità, il dolce Gesù, pic­colo nato da 'a, cambiò la notte della mia anima in torrenti di luce... In quella flotte in cui egli si fece debole e sofferente per mio amore, mi rese forte e coraggiosa, mi rivestì delle sue armi, e dopo questa notte benedetta non fui più vinta in alcun combattimento, ma al contrario procedevo di vittoria in vittoria, cominciando, per così dire, "una corsa da gigante!"...

In quella notte di luce cominciò il terzo periodo della mia vita, il più bello di tutti, il più ricolmo di grazie celesti. Gesù fece in un istante il lavoro che io non avevo saputo com­piere in dieci anni, accontentandosi della mia buona volontà, che non era mai venuta meno.

A Betlemme, o Giuseppe, o Maria, io vi vedo respinti da tutti; non c'è chi voglia ospitare nella sua locanda dei poveri forestieri... c'è posto solo per i grandi; e la Regina del cielo deve partorire Dio in una stalla. Madre del Salvatore, quanto sei cara! E come ti vedo grande nella povertà del luogo!

Preghiamo

Genitori benedetti del Bambino Gesù

Genitori benedetti del Bambino Gesù, Maria e Giuseppe, con umiltà e fervore vi sup­plico di chiedere per me, alla culla del vostro Figlio, che io possa bramare, come sua disce­pola sincera e fedele, di vivere in vera umil­tà, distaccata dalle creature, in disprezzo del mondo e delle sue vanità, nel ricordo costan­te della santa presenza di Dio, con fervore e fedeltà in tutti i miei doveri e nella pratica della carità più tenera verso ogni persona.

Che io non mi vergogni mai dell'umiltà del presepio, né della povertà e semplicità di Be­tlemme

Che io gioisca sempre della felice sorte che ha fatto di me una figlia della vera Chiesa; che io guardi sempre, con tenera carità e con occhio compassionevole, coloro che vivono soltanto per questo mondo; e che io preghi sempre affınché tutti possano, un giorno, benedire, lodare e amare il Salvatore che viene a riscattarli.

Santa Teresa di Calcutta

Preghiere Finali

Bambino Gesù, Vieni in mio aiuto
(Per chiedere una grazia)     

Bambino Gesù, ricorro a te e ti prego che, per intercessione della tua santa Madre, voglia assistermi in questa mia particolare circostanza (chiedere umilmente la grazia).
È un desiderio sincero e profondo, ma sottomesso in tutto alla santa e vera volontà di Dio.
Spero con fiducia di ottenere questa grazia. Ti amo con tutto il cuore e con tutte le forze dell'anima mia.
Mi pento sinceramente di tutti i miei peccati, e ti supplico, buon Gesù, di darmi la forza per vincere ii male.
Propongo di non offenderti mai più e mi offro disposto a soffrire anziché darti il minimo dispiacere.
'a innanzi voglio servirti con tutta la mia fedeltà e per amor tuo, divino Bambino, amerò i miei fratelli come me stesso.
Pargoletto onnipotente, Signore Gesù, di nuovo ti scongiuro, assistimi in questa circostanza particolare e donami la grazia di possederti eternamente con Maria e Giuseppe, e di adorarti con gli angeli e con i santi nella luce del cielo. Amen.

Padre nostro...Ave Maria...Gloria al Padre...

Cf. Novena al Santo Natale (a cura di Don Giuseppe Brioschi SdB) Ed. Shalom, pp.52-56

Leggi tutto...

SR MARIA MÔNICA NOGUEIRA

  • Pubblicato in Suore

Il giorno 22 dicembre 2019, la Provincia San Gabriele della Vergine Addolorata (Brasile), annuncia che ha raggiunto la Comunità Passionista del cielo

SR MARIA MÔNICA NOGUEIRA

Sr Maria Mônicaè nata il giorno 31 luglio 1927, ha professato il giorno 15 settembre 1948 e apparteneva alla Comunità Passionista Lareira S. José (S. Paulo).

Leggi tutto...

Novena di Natale - 8° giorno

Canto

Meditazione

E Giuseppe?

Ma, per aggiungere un'ultima tessera al mosaico mariano, mi sembra bello far conosce­re quanto Sartre scrisse, mentre era nel lager di Treviri, riguardo allo Sposo della Vergine: «E Giuseppe? Giuseppe non lo dipingerei. Non mostrerei che un'ombra in fondo al pagliaio e due occhi brillanti.
Poiché non so cosa dire di Giuseppe e Giu­seppe non sa che dire di se stesso.
Adora ed è felice di adorare e si sente un po' in esilio. Credo che soffra senza confessarselo. Soffre perché vede quanto la donna che ama assomigli a Dio, quanto già sia vicina a Dio.
Poiché Dio è scoppiato come una bomba nell'intimità di questa famiglia, Giuseppe e Maria sono separati per sempre da questo incendio di luce. E tutta la vita di Giuseppe, immagino, sarà per imparare ad accettare». (Card. Angelo Comastri)

Un pensiero sul Natale di...       
san Giovanni XXIII

Ahimè! È già tardi, sono stato sopraffatto dal sonno, e la penna mi scivola dalle dita.
Lasciami dormire, o Gesù, mentre tua Madre e san Giuseppe ti preparano la culla. Mi sdraierò e riposerò all'aria aperta. Non appena arriverai, lo splendore della tua luce abbaglierà i miei occhi.
I tuoi angeli mi sveglieranno con inni di gloria e pace, e io correrò da te con gioia, ti darò ii benvenuto e ti offrirò i miei poveri doni, la mia casa, tutto il poco che ho.
Ti adorerò e ti mostrerò tutto il mio amore, con gli altri pastori che si sono uniti a me e con gli angeli del cielo canteremo inni di gloria al tuo santo cuore.
Vieni, ti aspetto impaziente.

Preghiere Finali

Bambino Gesù, Vieni in mio aiuto
(Per chiedere una grazia)     

Bambino Gesù, ricorro a te e ti prego che, per intercessione della tua santa Madre, voglia assistermi in questa mia particolare circostanza (chiedere umilmente la grazia).
È un desiderio sincero e profondo, ma sottomesso in tutto alla santa e vera volontà di Dio.
Spero con fiducia di ottenere questa grazia. Ti amo con tutto il cuore e con tutte le forze dell'anima mia.
Mi pento sinceramente di tutti i miei peccati, e ti supplico, buon Gesù, di darmi la forza per vincere ii male.
Propongo di non offenderti mai più e mi offro disposto a soffrire anziché darti il minimo dispiacere.
'a innanzi voglio servirti con tutta la mia fedeltà e per amor tuo, divino Bambino, amerò i miei fratelli come me stesso.
Pargoletto onnipotente, Signore Gesù, di nuovo ti scongiuro, assistimi in questa circostanza particolare e donami la grazia di possederti eternamente con Maria e Giuseppe, e di adorarti con gli angeli e con i santi nella luce del cielo. Amen.

Padre nostro...Ave Maria...Gloria al Padre...

Cf. Novena al Santo Natale (a cura di Don Giuseppe Brioschi SdB) Ed. Shalom, pp.48-49

Leggi tutto...

Novena di Natale - 7° giorno

Canto

Meditazione

Lo stupore di Maria

Gli occhi di Maria dovevano brillare di stupore: con la nascita di Gesù, infatti, Maria si trova a convivere quotidianamente con il Mistero, con la Presenza, con la Pienezza del Tempo, con l'Avvenimento che dà senso a tutti gli avvenimenti della storia.
Jean Paul Sartre, filosofo francese notoriamente ateo, durante la seconda guerra mondiale, mentre si trovava in un campo di concentramento, ha avuto un momento di autentica ispirazione e ha dato vice allo stupore del cuore di Maria.
Sollecitato da alcuni sacerdoti prigionieri nel lager, il "filosofo della nausea" è stato capace di scrivere cosi: «Ciò che bisognerebbe dipingere sul viso di Maria è uno stupore ansioso che non è apparso che una volta su un viso umano. Poiché il Cristo è il suo bambino, la carne della sua carne e il frutto del suo ventre.
L'ha portato nove mesi e gli darà il seno, e il suo latte diventerà il sangue di Dio. E in certi momenti, la tentazione è così forte che dimentica che è Dio. Lo stringe tra le sue braccia e dice: "Piccolo mio!". Ma in altri momenti, rimane interdetta e pensa: "Dio è là!". E si sente presa da un orrore religioso per questo Dio muto, per questo bambino terrificante.
Poiché tutte le madri sono cosi attratte a momenti davanti a questo frammento ribelle della loro carne che è il loro bambino e si sentono in esilio davanti a questa nuova vita che è stata fatta con la loro vita e che popolano di pensieri estranei. Ma nessun bambino è stato più crudelmente e più rapidamente strappato a sua madre poiché egli è Dio ed è oltre tutto ciò che lei può immaginare. Ed è una dura prova per una madre aver vergogna di sé e della sua condizione umana davanti a suo figlio.
Ma penso che ci sono anche altri momenti, rapidi e difficili, in cui sente nello stesso tempo che il Cristo è suo figlio, il suo piccolo, e che è Dio. Lo guarda e pensa: "Questo Dio è mio figlio. Questa carne divina è la mia carne. È fatta di me, ha i miei occhi e questa forma della sua bocca è la forma della mia. Mi rassomiglia. È Dio e mi assomiglia". E nessuna donna ha avuto dalla sorte il suo Dio per lei sola.
Un Dio piccolo che si può prendere nelle braccia e coprire di baci, un Dio caldo che sorride e respira, un Dio che si può toccare e che vive. Ed è in quei momenti che dipingerei Maria, se fossi pittore, e cercherei di rendere l'espressione di tenera audacia e di timidezza con cui protende il dito per toccare la dolce piccola pelle di questo bambino-Dio di cui sente sulle ginocchia il peso tiepido e che le sorride. Questo è tutto su Gesù e sulla Vergine Maria». Card. Angelo Comastri

Un pensiero sul Natale di...

san Pio da Pietrelcina

Una sola cosa è necessaria: essere vicini a Gesù. Voi sapete bene che nel giorno della nascita di Nostro Signore, í pastori hanno udito i canti degli spiriti celesti. Ma non dicono che la sua Vergine Madre e san Giuseppe, che erano le persone più vicine al Bambino, udirono le voci degli angeli o videro í miracoli dello splendore.
Sentirono invece il Bambino piangere e videro, alla debole luce di una lanterna, gli occhi del Bambino divino pieni di lacrime, il Bambino che, sospirando, tremava per il freddo. Ora vi chiedo: non avreste preferito trovarvi nella stalla buia ad ascoltare i pianti del Bambino, piuttosto che con i pastori ad ascoltare le dolci melodie che venivano dal cielo, e ad ammirare la bellezza della luce splendente che il cielo emanava?

Preghiere Finali

Bambino Gesù, Vieni in mio aiuto
(Per chiedere una grazia)     

Bambino Gesù, ricorro a te e ti prego che, per intercessione della tua santa Madre, voglia assistermi in questa mia particolare circostanza (chiedere umilmente la grazia).
È un desiderio sincero e profondo, ma sottomesso in tutto alla santa e vera volontà di Dio.
Spero con fiducia di ottenere questa grazia. Ti amo con tutto il cuore e con tutte le forze dell'anima mia.
Mi pento sinceramente di tutti i miei peccati, e ti supplico, buon Gesù, di darmi la forza per vincere ii male.
Propongo di non offenderti mai più e mi offro disposto a soffrire anziché darti il minimo dispiacere.
'a innanzi voglio servirti con tutta la mia fedeltà e per amor tuo, divino Bambino, amerò i miei fratelli come me stesso.
Pargoletto onnipotente, Signore Gesù, di nuovo ti scongiuro, assistimi in questa circostanza particolare e donami la grazia di possederti eternamente con Maria e Giuseppe, e di adorarti con gli angeli e con i santi nella luce del cielo. Amen.

Padre nostro...Ave Maria...Gloria al Padre...

Cf. Novena al Santo Natale (a cura di Don Giuseppe Brioschi SdB) Ed. Shalom, pp.43-47

Leggi tutto...

Novena di Natale - 6° giorno

Canto

Meditazione

Il volto di Dio nel mistero di Betlemme

Quale volto di Dio ci svela Gesù attraverso la povertà di Betlemme? Noi sappiamo che il punto più alto di sintesi, nella mirabile sinfonia della rivelazione, ce lo offre l'evangelista Giovanni quando, per due volte, nella sua prima Lettera dice: Dio è amore (l Gv 4,8.l6).
Proviamo a partire da questa vetta e, con nostro grande stupore, ci accorgiamo che la povertà di Betlemme fa parte del mistero di Dio-amore. Ecco alcuni passaggi evangelicamente logici:
Dio è amore infinito: è affermato dalla Scrittura.
Ma l'amore è dono: anche questo è affermato dalla Scrittura.
Allora Dio è dono infinito!
Il mistero di Dio, infatti, è un infinito non-possedersi: il Padre si dona al Figlio e il Figlio si dona al Padre nell' abbraccio eterno dello Spirito, che è la persona-dono. In Dio esiste una sola azione: l'azione del donare!
Ma chi dona, non possiede: proprio perché dona! E chi non possiede, è povero: infatti chi dona tutto, non ha nulla!
Allora Dio, che è dono infinito di sé, anche l'infinitamente poveri.
Il Natale è manifestazione di questo divino mistero, che avrà il suo meriggio sulla croce: nel dono totale di sé, nel dono fino al segno estremo.
Card. Angelo Comastri

Un pensiero sul Natale di...
beato Paolo VI

Natale è vicino, e Natale è pace.
Vuol dire pace con Dio, col quale Cristo ci ha riconciliati, e vuol dire pace interiore, dentro noi stessi, nelle coscienze, nei cuori: l’abbiamo noi questa pace?
Vuol dire pace nelle famiglie. Non è il Natale la festa dell'intimità domestica?
Vuol dire pace sociale. Non slamo tutti fratelli?
Vuol dire ancora: pace fra le nazioni, della quale abbiamo ancora, dopo le ultime guerre, l'alto e ansioso ideale, ma lo andiamo tradendo e perdendo, con nuove interminabili guerre locali, con la gara ad armamenti sempre più costosi e formidabili, con l'insorgenza delle ideologie irriducibilmente avversarie, dei razzismi esclusivisti ed egoisti e con il facile ricorso alla oppressione e alla violenza. 

Preghiamo

Sotto il tuo sguardo

O Dio grande e buono, Dio onnipotente ed eterno, che per noi ti sei fatto Bambino, e ci allieti con l'annuale festività del Natale, purifica la nostra vita mediante í sacramenti, í celesti misteri; edifica in noi il regno del tuo santo amore e della pace tua soavissima; dirigi le nostre volontà al bene e le nostre azioni secondo il tuo beneplacito!
Fa', o Signore, che camminiamo sempre per il retto cammino, sotto il tuo sguardo: sempre ai piedi della tua Chiesa, in umiltà grande, in semplicità ed esultanza.
O Gesù dolce, Gesù amore!
Noi ti vogliamo amare e servire in carità grande e santa letizia, sempre contenti per la beata speranza, amando e vivendo delle cose umili e povere, come, o Gesù, ci hai insegnato con la tua nascita, la tua vita e la tua morte.
Far del bene sempre e del bene a tutti, o Gesù, benedicendo sempre e non maledicendo mai.
Inebriati dalle celesti delizie del tuo santo Natale, null' altro ti domandiamo, o Gesù, che di amarti! Di amarti! Di amarti! E che la pace si diffonda consolatrice su tutta quanta la terra.
San Luigi Orione

Preghiere Finali

Bambino Gesù, Vieni in mio aiuto
(Per chiedere una grazia)     

Bambino Gesù, ricorro a te e ti prego che, per intercessione della tua santa Madre, voglia assistermi in questa mia particolare circostanza (chiedere umilmente la grazia).
È un desiderio sincero e profondo, ma sottomesso in tutto alla santa e vera volontà di Dio.
Spero con fiducia di ottenere questa grazia. Ti amo con tutto il cuore e con tutte le forze dell'anima mia.
Mi pento sinceramente di tutti i miei peccati, e ti supplico, buon Gesù, di darmi la forza per vincere ii male.
Propongo di non offenderti mai più e mi offro disposto a soffrire anziché darti il minimo dispiacere.
'a innanzi voglio servirti con tutta la mia fedeltà e per amor tuo, divino Bambino, amerò i miei fratelli come me stesso.
Pargoletto onnipotente, Signore Gesù, di nuovo ti scongiuro, assistimi in questa circostanza particolare e donami la grazia di possederti eternamente con Maria e Giuseppe, e di adorarti con gli angeli e con i santi nella luce del cielo. Amen.

Padre nostro...Ave Maria...Gloria al Padre...

Cf. Novena al Santo Natale (a cura di Don Giuseppe Brioschi SdB) Ed. Shalom, pp.39-42

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS
Congregazione Passioniste Display Social Media Icons beautifully using CSS3
Congregazione Suore Passioniste
di San Paolo della Croce

Curia Generalizia
Via Don Carlo Gnocchi, 75
00166 ROMA

Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili. Per saperne di più.

Continuando la navigazione nel sito autorizzi l’uso dei cookies.