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Con Maria credo nel Figlio di Dio

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Festa di Maria Addolorata

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Congregazione Passioniste

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Capitolo dei Padri Passionisti della Provincia "Maria Presentata al Tempio"

"Io faccio nuove tutte le cose" - Capitolo dei Padri Passionisti della Provincia "Maria Presentata al Tempio" (Italia, Francia, Portogallo con Bulgaria, Angola e Nigeria). Partecipiamo con la preghiera a questo evento perché lo Spirito guidi le scelte dei nostri Confratelli e doni il coraggio della profezia misericordiosa racchiusa nella Memoria Passionis. Auguri!

Madre Angelica Michelagnoli (1862 - 1946)

Madre Angelica Michelagnoli (1862 - 1946): Gesù Crocifisso per me… io passionista per lui.

Ricordiamo oggi l’anniversario della morte di Madre Angelica Michelagnoli, avvenuta il 26 marzo 1946. È la terza Superiora Generale della Congregazione: durante il suo mandato, durato cinquant’anni, ha voluto la fondazione in Brasile, esattamente 100 anni fa, ed ha ottenuto il riconoscimento Pontificio della Congregazione, oltre ad aver promosso la diffusione delle comunità in tutta Italia.
Dalla Croce apprese in modo singolare l’umiltà e la povertà e a queste aggiunse una carità evangelica che versò sulle suore, sulle bambine, sul popolo. Al suo funerale, la bara portata a spalla dagli abitanti di Signa, fece il giro del paese.
Italia Michelagnoli, la futura Sr Angelica, vive la sua intera esistenza a Signa, dove nasce il 30 giugno 1862, prima nella famiglia poi come Suora Passionista. A 17 anni lascia con decisione le agiatezze della famiglia, che la ama teneramente, e si unisce al piccolo gruppo delle Suore Passioniste, che da pochi anni hanno ridato vita a quello che era il ritiro delle Ancille.
Sotto la direzione di Mons. Fiammetti, assimila pian piano il carisma e la spiritualità dell’Istituto, conformando la sua esistenza ad imitazione del Signore Crocifisso e donandosi senza riserve all’opera delle bambine, giovani ragazze e donne che vengono affidate dal Ministero di Grazia e Giustizia perché provenienti da famiglie e situazioni disgreganti.
Nel 1896, alla morte di Sr Pia, viene eletta Superiora Generale: ha solo 33 anni. Il nuovo incarico non la distoglie dal praticare le virtù dell’umiltà e della povertà, anzi, la porta ad intensificarle, dovendo trascinare anche le Sorelle con il suo esempio. Si mette a servizio della comunità, impegnandosi a leggere profeticamente la volontà di Dio, con un orecchio teso al Signore e l’altro alla storia, per cogliervi sempre opportunità nuove di espansione della Congregazione e di servizio ai poveri.
È con questa volontà che apre le porte dell’Istituto al mondo: nel 1919 vede partire le prime Suore per la fondazione brasiliana, seguendola a distanza e affrontando viaggi difficili e pericolosi per quel tempo; nello stesso tempo si adopera per la diffusione della Congregazione in Italia. 
Instancabile, si adopera anche per il riconoscimento definitivo da parte della S. Sede: nel 1939 le Costituzioni vengono approvate definitivamente, cosa che dà stabilità e universalità alla Congregazione. 
La sua vita continua fino alla fine nella pratica della preghiera, dell’unione con Dio, dell’esercizio dell’umiltà e, soprattutto, nell’educazione delle sue amate bambine: preferiva le più difficili e ribelli, perché in esse vedeva l’immagine di Gesù; raccomandava: “Vi stiano a cuore tutte le bambine, ma in modo particolare le più birichine e le più infelici; vigilatele con amore e assiduità, affinché il demonio non lavori nelle loro anime”.
Consumata dalla carità e dalle fatiche, torna alla Casa del Padre il 26 marzo 1946: la Congregazione conta 26 case in Italia e 8 in Brasile.
(Come hanno testimoniato, pp. 149-173).

SR MARIA REGINA SIMIÃO

Il giorno 26 marzo 2019, la Provincia Cuore Immacolato di Maria, Curitiba (Brasile), annuncia che ha raggiunto la Comunità Passionista del cielo

SR MARIA REGINA SIMIÃO

Sr Maria Regina è nata il giorno 03 ottobre 1925, ha professato il giorno 16 agosto 1942 e apparteneva alla Comunità Passionista Nossa Senhora das Dores (Guaraituba).

Sr Maria Teresa Fallani

Sr Maria Teresa Fallani: Le Suore che pregano insieme sono un segno per il popolo. 
Il 24 marzo ricorre l'anniversario del passaggio da questa vita alla Casa del Padre di un'altra delle nostre Sorelle che ha lasciato vivo il profumo della santità semplice e quotidiana. La vita di Sr M. Teresa Fallani è estremamente semplice; anima evangelica e limpida, in lei abbandono, fiducia, fede e amore alla Vergine si fondono e si trasformano in offerta, dono di sé, sacrificio, preghiera e testimonianza di luce. La contemplazione e l'e semplice con Gesù si trasformano in intensissimo apostolato tra la gente, che l'ha amata e venerata come santa. Francesca Fallani, Sr M. Teresa di Gesù Nazareno, nasce a Lastra a Signa il 4 agosto 1883. Sappiamo poco del periodo passato prima di entrare in Congregazione: lavora in Parrocchia come catechista e ben presto manifesta il suo desiderio di consacrarsi al Signore, ma il padre si oppone duramente a questa scelta. Può realizzarlo solo dopo la morte del padre.
Sente la chiamata ad essere suora missionaria, ma la mamma, già anziana e malata, non se la sente di vederla partire lontano e lei si uniforma a questa che vede come una volontà divina. È la Vergine Maria, secondo quanto detto da lei, a dirle un giorno: "Vai presto dalle Suore Passioniste. Perché aspetti ancora?". Entra all'età di 32 anni, facendo un'eccezione alla regola: Madre Angelica intuisce che è un'anima di Dio. Professa il 2 ottobre 1917. 
Nella vita comunitaria Sr M. Teresa attua in pienezza l'ideale dell'amore che si dona e serve, senza chiedere niente per sé; è un amore crocifisso, anche se esternamente si riesce a cogliere solo una parte della sua sofferenza, mentre si impegna a donare agli altri solo la gioia. Il suo equilibrio è presto notato dalle Superiore maggiori, che le affidano l'incarico di superiora, compito che lei svolgerà in tre comunità della Congregazione, in tempi di guerra, disagiati e pericolosi. Molto materna con le suore, le vuole unite e gioiose, cura il loro bene materiale e spirituale. Ottiene dalla preghiera alla Vergine e a S. Giuseppe tanti "miracoli" che solo la fede può strappare: l'arrivo della somma di denaro che serve per l'affitto, i viveri per la comunità e le bambine, la guarigione di persone ammalate...
A Riotorto, in Toscana, dove va come superiora, lascia un'impronta indelebile per l'ardore dell'apostolato intessuto di semplicità e candore ma tenace ed efficace oltre misura. Ama la gente di amore preveniente: non aspetta che la cerchino, si mette in cammino e va a trovare nelle case chi ha bisogno. Intuisce che la gente deve essere amata e istruita nel suo ambiente, nella famiglia, nel lavoro, per strada. Bimbi, giovani, donne e uomini la cercano ed ogni porta è aperta per lei. Passa le ore e le nottate accanto ai malati, per prepararli ai Sacramenti.
Rientra a Casa Madre allo scadere dei due mandati, dove continua a dare testimonianza di candore e santità.
Torna alla Casa del Padre il 24 marzo 1970, alla vigilia della festa dell'Annunciazione: la Vergine, che ha tanto amato e dalla quale ha strappato tanti miracoli, la conduce in Cielo.
(Come hanno testimoniato, pp.385 - 412).

Sr Diomira Nascitelli

Ricorre oggi l’Anniversario della morte, avvenuta il 23 marzo 1956, di Sr Diomira Nascitelli, una Sorella che ha lasciato un profumo di santità ancora vivo in coloro che l’hanno conosciuta. Alcuni cenni biografici.

Sr Diomira si può considerare un Vangelo vivente in cui le beatitudini si sono realizzate in una povertà estrema, scelta e amata. Analfabeta, lavorando in cucina testimoniò l'apice del Vangelo con l'umiltà dell'ultimo posto. Grazie ad un dono della comunità di Quercianella, nella Casa Generalizia è venerata una statua di Maria Addolorata dalla quale ha ottenuto grazie e miracoli.

La vita di questa sorella si svolge nel nascondimento e nell'umiltà, nel servizio e nella generosa dedizione. La profezia della sua vita, analfabeta e senza alcun titolo di studio, è tutta nel dono totale di sé, senza chiedere mai nulla in cambio, con il solo premio di un'e sempre più grande al Crocifisso Signore e a Maria Addolorata, che ama immensamente e alla quale si rivolge spesso, ottenendo grazie speciali. Chi ha modo di conoscerla, sia religiose che laici, lo intuisce, quindi si rivolge a lei per chiedere il suo intervento presso la S. Vergine.
Camilla Nascitelli, Sr Diomira del Paradiso nasce a Taranta Peligna (Chieti) il 16 settembre 1873, in una famiglia povera e numerosa; i genitori da soli non riescono a far fronte ai bisogni della famiglia, quindi Camilla si affianca a loro per aiutarli nel lavoro dei campi, che la impegna tutta la giornata. Nelle poche ore di riposo, si dedica alla preghiera e alle opere di carità. In paese è conosciuta come una ragazza buona, disponibile all'aiuto e all'ascolto, per cui è sempre cercata. In questo clima fiorisce la sua vocazione religiosa, unita alla sofferenza di non poter rispondere perché i genitori hanno bisogno di lei; infatti, prima li aiuta a sistemare i fratelli, poi li assiste fino alla fine. Quando è ormai libera da impegni familiari ha già 43 anni. Chiede di entrare nella Congregazione, ma occorre superare il limite dell'età, che allora è di 25 anni; le superiore l'accettano, vedendo in lei virtù e disposizioni d'animo fuori dal comune.
Fin dall'inizio dimostra una profonda gratitudine alla Congregazione che "si è degnata di accogliere lei, inutile buona a nulla, venuta a servire troppo tardi il Signore". Per questo si considera sempre l'ultima, la serva e sceglie la parte più umile e pesante. Ha sete di nascondimento, di silenzio, di sacrificio, di lavoro, ama lo spirito di mortificazione. Dopo la professione, il suo campo di battaglia è la cucina: pentole, tegami, legna da spaccare, cibi da preparare. Dalla cucina, come dal pulpito di una chiesa, parla alle sorelle con l'eroica fedeltà della sua vita, con l'umiltà dell'ultimo posto, di colei che serve e cede anche il mantello a chi le chiede la tunica. Le sorelle si accorgono subito che è un "Vangelo vivente". E la prima ad alzarsi e l'ultima ad andare a letto. Lavora per lunghi anni a Quercianella e anche lì, nonostante la vita nascosta, la gente si accorge della sua santità e, anche se istruita, si reca da lei per chiedere preghiere e consigli. Ama teneramente la Madonna e si unisce ai suoi dolori.

Richiamata a Casa Madre, trascorre gli ultimi anni della sua vita nella preghiera e nell'offerta. Molti sono convinti che la Vergine sia venuta più volte al suo capezzale e che sia venuta a prenderla per portarla in cielo. Il profumo della sua santità continua ad arricchire la Congregazione e ad indicare la grande risorsa di santità racchiusa nel carisma passionista.

(Come hanno testimoniato, pp. 215-229).

Atto riparativo

“Pietà di me o Dio secondo la tua misericordia”.

Signore, Padre di misericordia, il cui unico figlio Gesù ha preso su di sé i nostri peccati, purificandoci da ogni male nel supplizio della sua passione, morte e risurrezione, ascoltaci ed accogli questo nostro grido di aiuto.

Tutti noi siamo intimoriti e disorientati di fronte alla malvagità dell’uomo, generatrice di una profonda e lacerante sofferenza nei popoli, nelle famiglie, nelle persone sole e indifese: bambini-anziani-malati in ogni parte del mondo.

Alla luce della nostra storia riconosciamo i nostri peccati, le nostre fragilità origine e causa di questa immane sofferenza e vogliamo riparare tutti gli atti di violenza verbale fisica, morale, intellettuale…

Abbiamo bisogno di te, Signore, e ti chiediamo: vigila su tutti noi, mantieni salda la nostra fede, accesa la nostra lampada, operosa la nostra carità, affinché il bene trionfi sul male e la tua pace dimori e regni nei nostri cuori e in tutto il mondo.

Signore da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna. Tu solo sei la via, la verità, la vita.

La bioetica interpella la vita consacrata e la sua missione.

La bioetica interpella la vita consacrata e la sua missione.

Curia Generalizia, Roma. Si svolgerà nei giorni 22-24 marzo la seconda parte del Corso di bioetica organizzato dagli Organismi d’Europa in collaborazione con la Comunità della Curia Generale. Si attendono circa 90 Sorelle dall’Italia e dalla Polonia che rifletteranno su temi che ci interpellano come cristiane e come educatrici Passioniste.

27° anniversario della morte di Sr Carmelina Tarantino

Ricorre oggi il 27esimo anniversario della morte di Sr Carmelina Tarantino, una delle nostre Sorelle di cui è in corso il processo di beatificazione. Riportiamo qui alcuni tratti della sua vita, caratterizzata da una profonda partecipazione alla Passione del Signore.

La vita di questa giovane immigrata napoletana poteva essere vissuta come una tragedia. Partita con altri fratelli e sorelle per il Canada in cerca di una vita migliore vede crollare i suoi sogni a causa di una malattia che per lunghi anni le devasta il corpo ma non lo spirito. Anche se confinata in un ospedale di Toronto riesce a coronare il suo sogno: essere religiosa. Dal suo letto di dolore, diventato la sua cattedra, visse la missione di portare gioia e serenità a tante persone smarrite e sfiduciate.

La storia di Sr Carmelina Tarantino, figlia di Saverio Tarantino e Annunziata Fiore, è quella di una giovane emigrante veramente singolare. La si vede ritratta sul letto: la sua cattedra, con i capelli sciolti sulle spalle, il Crocifisso tra le mani e l’abito da passionista. Figlia di una numerosa famiglia di Liveri di Nola, vicino Napoli, emigrata in Canada nel 1964. Una nostra contemporanea che ha conosciuto le fatiche del distacco dalla patria e l’insicurezza del futuro.

I Tarantino: una di quelle famiglie che non ci sono più: 11 figli, tante bocche da sfamare e poco lavoro. Verso gli anni 50 – 60, alla vigilia del boom economico italiano alcuni fratelli decidono di emigrare. La meta è il Canada. Carmelina li vede partire ad uno ad uno e finalmente nel 1961 tocca anche a lei. E’ una bella ragazza, di senso pratico, allegra, scherzosa, matura e indipendente. Le fatiche della vita l’hanno irrobustita. Ha fame di preghiera e di valori spirituali. Dio è per lei una presenza viva e il suo mistero un’attrazione più forte delle altre. Ama i poveri.
E’ una bella ragazza e molti giovani la corteggiano ma Carmelina non si sente attirata dal matrimonio. Attende il segno di Dio. Questo arriva: essa emigra in Canada dove stanno lavorando altri fratelli e sorelle. 
Nel 1960 aveva incominciato ad accusare dolori e un persistente mal di testa, malesseri vari, tra i quali l’impossibilità di dormire la notte. I familiari sono allarmati. Carmelina è molto amata e si preoccupano per lei. Comincia allora un lungo pellegrinare da un medico all’altro e i pareri sono contraddittori. Nessuno riesce a diagnosticare il suo male. I fratelli allora decidono di condurla con loro in Canada per cambiare aria e cercare la causa del suo malessere. Un viaggio senza ritorno. 
Carmelina arriva in Canada, la terra dei trecentomila laghi, il 4 luglio 1964. Dopo lunghe ed estenuanti ricerche finalmente la sentenza: cancro. Le viene amputata una gamba. Mentre il fisico si consuma lei nutre ed esprime il desiderio di essere religiosa
Ma, chi accetta una malata? Tutti la sconsigliano anche perché l’amputazione ha risolto un problema ma ne ha aperto altri. In Italia i suoi genitori moriranno senza conoscere la tragedia della figlia il cui luogo abituale è ormai l’ospedale.
Ma da questo ospedale Carmelina incomincia ad attrarre tante persone colpite dalla sua fede, dalla sua gioia di vivere, dal suo amore per Gesù. 
E Gesù Crocifisso che la sta plasmando a sua immagine le fa un dono: essere religiosa. Per vie che solo la Provvidenza dispone le fa conoscere e incontrare le Suore Passioniste di S. Paolo della Croce che l’accolgono tra loro il 26 novembre 1977. 
Essa svolge la sua missione dal letto che diventa una cattedra di vita per tanti: giovani sbandati, famiglie disgregate, bambini, amici. Una persona capace di mettere in moto migliaia di persone come testimonia la fondazione di Società Unita in Toronto e la fondazione di Teopoli. 
Muore il 21 marzo 1992. 
Il suo motto: O Gesù, il soffrire è stata la mia gioia, il dono che mi ha fatto incontrare te, l’amore più grande della mia vita. Tutte le sofferenze che tu mi chiedi io sono pronta a prenderle per tuo amore.

Radio Mater

Fratelli e sorelle, venerdì prossimo dalle 18,30 alle 19,30 ci sarà il nostro incontro a Radio Mater. Continueremo il tema della preghiera. Venerdì prossimo ci sintonizzeremo, in comunione con il clima quaresimale, riflettendo sulla preghiera di Gesù nel Getsemani.

Sr. Daniela Merlo

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Congregazione Suore Passioniste
di San Paolo della Croce

Curia Generalizia
Via Don Carlo Gnocchi, 75
00166 ROMA

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