Atto riparativo

Non c’è niente di più sublime che riportare le persone traviate i più piccoli, i poveri e i peccatori al Cuore dell’Appassionato Signore ” (Cost.1830,91)

Passiamo accanto a loro, sulle nostre strade, si parla di loro in tutti i mass media. Una tempesta di emozioni dei “curiosi” si intreccia con gli occhi tristi e senza speranza delle donne la cui la dignità è stata frantumata come una lastra di vetro, ed il loro “valore” viene determinato dal denaro.
Ma lo sguardo del Padre, del quale ognuna di queste donne è figlia amata, è molto diverso. Egli vede da lontano il vuoto dei cuori e il desiderio di tornare: attende con nostalgia un incontro per ridonare la veste del perdono e della dignità di figli e figlie.
In questa settimana di preparazione alla chiusura dell’anno giubilare della Congregazione circondiamo di preghiera le donne che il Signore ci ha affidato. Le donne che dalle origini formavano la nostra realtà e, oggi, nelle nostre case riscoprono il loro valore. Affidiamo al Signore la loro vita e i loro cari. Affidiamo anche le donne, a cui siamo e saremo inviate, come suore o come membri della CLP. Chiediamo la trasparenza interiore, che sarà, per gli altri, segno della presenza di Dio, che non esclude, ma aiuta a rinascere con l’amore e il perdono.

PREGHIERA
Padre di misericordia, veniamo a Te, come la nostra Fondatrice, per immergere nel Cuore dell’Amore Crocifisso le donne che, attraverso vari eventi, sono diventate vittime della tratta. Grazie, che all’alba della nostra Congregazione hai messo delle donne che hanno molto amato e che, immerse nel sacrificio della croce del tuo Figlio, hanno iniziato una nuova vita. Trasforma la nostra vita con la Tua grazia: liberaci dall’atteggiamento del giudizio, abbatti “le nostre fiducie e le nostre sicurezze”, che spesso sono lontane dal tuo amore.

IMPEGNO
Nei settori apostolici, ovunque siamo inviati, vogliamo essere un’estensione dell’atteggiamento misericordioso e tenero del Padre. Eviteremo di giudicare e di assumere atteggiamenti di superbia scegliendo piuttosto atteggiamenti di ascolto attento, di compassione e di fratellanza.

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