Atto riparativo

Accompagnamento dei giovani nell’esperienza vocazionale

Il Cristo risorto vuole percorrere il cammino con ogni giovane, accogliendo le proprie aspettative, anche se frustrate, e le loro speranze, anche se inadeguate. Gesù cammina, ascolta, condivide.

 Vogliamo riparare

  • Nella nostra missione di guida e di formazione delle giovani la mancanza di dialogo, di ascolto che ci richiede umiltà, pazienza, disponibilità per comprendere.
  • Nelle nostre case di formazione quando non attribuiamo il giusto valore all’esperienza che la giovane porta con sé, sottovalutandone l’importanza, bloccando la crescita della persona, col rischio di indurre più ad atteggiamenti formali che alla crescita dei doni di Dio e alla profonda conversione del cuore.
  •  I vari tipi di abuso commessi da alcuni vescovi, sacerdoti, religiosi e laici, provocando nelle loro vittime, tra cui molti giovani, sofferenze che durano una vita e che nessun pentimento è capace di rimediare.

Impegno

  • Papa Francesco ci ha detto che “il primo metodo per ottenere vocazioni è la preghiera”. È necessario pregare; la vocazione è la risposta di Dio ad una comunità che prega.
  • È importante creare la cultura del parlare bene dei sacerdoti e delle persone consacrate. Sono scelti e chiamati da Dio.
  • Non avere paura di invitare bambini, adolescenti e giovani ad offrire la loro vita a Dio.

Preghiamo
Dio rispetta la nostra resistenza e la nostra difficoltà ad entrare nei suoi piani, a comprendere i suoi segni; accetta le nostre domande, non disprezza le nostre paure, il nostro senso di piccolezza, il non avere abbastanza mezzi e qualità per affrontare il suo grande progetto. Ma ci aiuta anche a capire come superare tutto; ci offre, i segni, affinché la nostra adesione possa trovare appoggio; aspetta la nostra generosa risposta, come Maria, senza riserve, con totale fiducia e gioia perché possiamo svolgere la nostra missione nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

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