Novena a San Paolo della Croce 4° giorno

Novena a San Paolo della Croce
13 OTTOBRE – 4° GIORNO:
SAN PAOLO DELLA CROCE CONFERMA LA MISSIONE DELLA CONGREGAZIONE (1878)
P.: Suor Crocifissa ha dimostrato sempre molta gratitudine per ogni passo che la Riattivazione compiva verso la riappropriazione dell’identità carismatica espressa nelle nuove forme che i nuovi tempi richiedevano. Uno degli aspetti dell’identità carismatica che le stava molto a cuore era la missione consegnata alle Passioniste da Maria Maddalena sull’esempio di Gesù che trascorse la sua vita mortale “conversando con i piccoli, i peccatori e gli ignoranti per istruirli per il Regno dei cieli” (Cf. Cost, 1830, 12). Dopo l’apertura della scuola si compie il desiderio di Sr Crocifissa: riprendere la missione verso le persone più fragili e quindi più in pericolo. La ricerca va a buon fine con il contratto firmato da Don Fiammetti con il Ministero degli Interni e la visita dello stesso a Roma per ottenere anche la possibilità di una sicurezza economica la cui mancanza gravava pesantemente sulla stabilità ed il futuro dell’Istituto riattivato. Con ciò Dio ha riconsegnato riconsegna alle Passioniste l’educazione della gioventù “moralmente abbandonata”. Dopo la morte di Sr Crocifissa Egli andò a Roma e siamo certe che i frutti sono stati mediati dalla intercessione di San Paolo della Croce.
LA PAROLA – Matteo 6. 24-34: “Non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena”.
Dal Pro memoria di Don Fiammetti:
“Io non conoscevo a Roma nessuno, né vi ero mai stato. Nel giugno 1879 dopo aver fatto pregare assai, vi andai con la fiducia di essere aiutato. Arrivato là mi recai presso il corpo di San Paolo della Croce; misi nelle sue mani l’opera, pregandolo di non abbandonarmi: gli offrii la nuova famiglia; lo supplicai di gradirla, aiutarla, confortarla della sua valida intercessione e protezione, ritenendolo come nostro primo Padre.
Mentre mi intrattenevo a pregare, sentii una tale fragranza (=profumo), che non seppi neppure io a che attribuirla. Difatti, ci ritornai più volte in quei giorni, ma non mi accorsi d’altro. Ne interrogai il Padre Giacomo del Cuore di Maria, rettore alla Scala Santa, e mi rispose che egli credeva che con ciò San Paolo avesse voluto dimostrare il suo gradimento.
Primo risultato: senza conoscere nessuno, e senza raccomandazioni, trovai il Commendatore Capo Divisione alla Direzione Generale delle Carceri dal quale dipendeva il movimento delle assegnazioni che – non si sa il perché – mi prese così a ben volere, da coprirmi di cortesie e diventare un vero protettore dell’Opera e in poco tempo popolò di bambine l’Istituto” che portava il suo nome [=San Paolo della Croce]”.

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